DAL FRIULI VENEZIA GIULIA A BRUXELLES

Migranti, i giovani portano in Europa le nuove linee guida per l’inclusione. Tre ragazzi di Udine, Bertiolo e Pordenone nel cuore delle istituzioni europee per presentare il progetto E-LoCUM. 

Il cuore delle istituzioni europee ha accolto uno sguardo nuovo sui fenomeni migratori. Il 29 e 30 gennaio, una delegazione di giovani ha preso parte all’evento conclusivo di E-LoCUM (Local Compacts of the United Mates of Europe), un progetto internazionale che punta a trasformare la narrazione sulle migrazioni attraverso il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni. I giovani e le giovani, selezionati per l’impegno e la partecipazione dimostrati lungo l’intero percorso di analisi, sono stati accompagnati a Bruxelles da due educatrici delle cooperative FAI e Codess FVG, realtà aderenti al Consorzio Vives. Il Consorzio, che riunisce tre storiche esperienze della cooperazione sociale regionale — Codess FVG (Udine), Duemilauno Agenzia Sociale (Trieste) e FAI (Pordenone) — è capofila del progetto E-LoCUM, co-finanziato dal programma Erasmus+ attraverso l’Agenzia Italiana per la Gioventù e sviluppato in collaborazione con partner in Slovenia, Grecia, Romania e Belgio.

Prima di arrivare in Belgio, il progetto E-LoCUM ha fatto tappa il 23 e 24 ottobre scorsi a Gorizia, dove si è tenuto il Cross Border Workshop.  In quell’occasione, un laboratorio transnazionale ha riunito quaranta partecipanti tra i 15 e i 25 anni, provenienti da 8 Paesi dell’Unione Europea e rappresentanti di 12 diverse nazionalità, mettendo al centro proprio la visione dei giovani sui fenomeni migratori.

“Con questo progetto abbiamo dimostrato che i giovani non sono semplici spettatori dei mutamenti sociali, ma attori capaci di influenzare le politiche pubbliche -spiega  Dimitri Munini, project manager – La presenza dei ragazzi e delle ragazze a Bruxelles segna il passaggio fondamentale dalla fase di studio a quella della proposta politica: le loro idee sono ora ufficialmente sul tavolo dei portatori di interesse europei”.

Il cuore della trasferta a Bruxelles è stato appunto la presentazione degli “Youth Compacts on Migration”, veri e propri patti per la migrazione elaborati dai giovani. Non solo teoria, ma raccomandazioni di policy concrete che verranno sottoposte ai decisori politici e alla società civile europea. L’obiettivo è stato duplice: proporre azioni di miglioramento nella gestione dei flussi e contrastare i pregiudizi attraverso una narrazione basata sulla realtà vissuta e non sugli stereotipi.

La delegazione di giovani è stata presente il 29 gennaio al centro “La KOP” di Bruxelles per una tavola rotonda con l’europarlamentare Brando Benifei e il professor Johan Leman, luminare dell’inclusione interculturale. Nel pomeriggio, i ragazzi saranno presenti al Parlamentarium per incontrare i membri dell’emiciclo (MEP). Il 30 gennaio è stato dedicato allo studio delle buone pratiche sul campo, con un’emozionante visita al Museo della Migrazione e alla sede di Foyer VZW, punto di riferimento per l’integrazione da oltre mezzo secolo.

Per info: www.e-locum.eu